Smart Working 2025: novità normative e tutele per i lavoratori

Nel 2025 lo smart working sarà regolato da nuove disposizioni legislative che ne rafforzano la struttura e la trasparenza. Con l’entrata in vigore della Legge 203/2024, vengono introdotti obblighi specifici riguardanti la comunicazione, la stipula di un accordo individuale e l’adozione di misure a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Questi aggiornamenti mirano a garantire una gestione più chiara ed efficace del lavoro agile, assicurando maggiore tutela sia per le aziende che per i dipendenti.

In questo articolo, approfondiamo tutti gli aspetti della nuova normativa per offrire alle aziende una consulenza chiara e operativa, aiutandole a conformarsi alle disposizioni vigenti e a gestire lo smart working in modo sicuro ed efficiente.

Nuove disposizioni normative sul lavoro agile

Dal 12 gennaio 2025, i datori di lavoro devono comunicare l’attivazione dello smart working entro 5 giorni dall’inizio della prestazione lavorativa, utilizzando esclusivamente il portale telematico del Ministero del Lavoro. Questo vincolo, rivolto a tutte le aziende e a tutti i lavoratori subordinati, garantisce maggiore trasparenza e tracciabilità delle attività svolte in modalità agile.

Sanzioni amministrative

Il mancato rispetto dell’obbligo di comunicazione comporta sanzioni che vanno da 100 a 500 euro per ogni lavoratore non dichiarato. Per evitare penalità, è fondamentale pianificare internamente le procedure e rispettare la tempistica stabilita.

Come effettuare la comunicazione

Ecco gli step da seguire:

  • Accesso al portale con credenziali SPID o CIE.
  • Inserimento di dati aziendali, nominativi dei lavoratori e specifiche dell’accordo di smart working.
  • Possibilità di invio singolo o massivo (tramite file Excel) per gestire ogni tipologia di organico.

Obbligo di accordo individuale

Dal 1° aprile 2024, lo smart working deve essere regolato da un accordo individuale tra datore di lavoro e lavoratore, in ottemperanza all’art. 19 della Legge n. 81/2017.

Tale accordo stabilisce:

  • Orario di lavoro: fasce di reperibilità e periodi di disconnessione.
  • Luogo di lavoro: luoghi consentiti e possibili esclusioni.
  • Strumenti utilizzati: dotazioni tecnologiche fornite dall’azienda.
  • Misure di sicurezza: procedure per garantire la salute e la sicurezza in modalità agile.

L’accordo, redatto in forma scritta, deve essere conservato per 5 anni ed è soggetto a una comunicazione telematica entro 5 giorni dalla stipula. Il mancato invio comporta sanzioni da 100 a 500 euro per ogni lavoratore interessato.

Tutele per la salute e la sicurezza

La tutela della salute e sicurezza dei lavoratori in smart working è al centro della normativa. Vediamo insieme i punti centrali della regolamentazione:

Responsabilità del datore di lavoro

Il datore di lavoro deve fornire un’informativa sui rischi generali e specifici almeno una volta l’anno. Inoltre, deve garantire la sicurezza degli strumenti di lavoro e la relativa manutenzione.

Diritti e doveri del lavoratore in smart working

Tra i diritti dei lavoratori che operano in modalità di smart working, c’è il diritto alle stesse coperture assicurative dei colleghi in sede, compresi gli infortuni durante il tragitto per raggiungere un luogo di lavoro diverso dall’azienda. Allo stesso tempo, il lavoratore ha l’obbligo di collaborare con il datore di lavoro nell’adottare le misure preventive indicate.

Come Co.Di.Me. supporta le aziende

La corretta gestione dello smart working richiede competenza e conoscenza dettagliata delle disposizioni vigenti. Co.Di.Me. offre un’assistenza completa in materia di sicurezza sul lavoro e medicina del lavoro, supportando le imprese con:

Adottare un approccio proattivo, affidandosi a professionisti qualificati, permette di conciliare flessibilità e tutela del lavoratore, contribuendo alla creazione di un ambiente di lavoro agile più efficiente e sostenibile.

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